L'ho gia' scritto. La mafia vive nel silenzio della politica. Urlare contro la mafia, come ha fatto Veltroni in questi giorni (video), vuol dire rompere quel silenzio. E' un tema, questo, dove non c'e' una distinzione netta tra fatti e parole. Parole forte e chiare pesano e pure tanto nei rapporti della politica con la mafia. Ma le parole possono pesare in una direzione o nell'altra.
Veltroni gira tutte le piazze del meridione d'Italia urlando a tutte le mafie: "vigliacchi assassini, non vogliamo i vostri voti". Presenta un disegno di legge per rendere piu' efficace il sequestro dei beni dei mafiosi e per sostenere gli imprenditori che si ribellano al pizzo. Dall'altra parte, Berlusconi non usa mai le stesse parole. Ci gira intorno. E poi arriva Dell'Utri. E definisce Vittorio Mangano "un eroe". Vittorio Mangano. Uno condannato all'ergastolo per duplice omicidio. Uno coinvolto nel maxiprocesso contro la mafia. Anche prescindendo dalla condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa che pesa su dell'Utri (video), le sue parole di ieri sono una strizzata d'occhio alla mafia che umilia ed infanga le centinaia di eroi che sono morti lottando contro la mafia. Un segnale nel caso la mafia non si accontetasse del silenzio. Un segnale al quale nessuno nel partito della liberta' ha pensato di dove reagire. Io continuo a pensare che a questa gente il segnale dobbiamo darlo noi. Votando per voltare pagina, finalmente.
Aggiornamento: Berlusconi condivide le parole di Dell'Utri su Mangano. In caso qualcuno dubitasse.
Wednesday, April 9, 2008
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