Nel video, quello che hanno detto Veltroni e Berlusconi (con qualche precisazione) su lavoro e precariato durante il "confronto a distanza" tenutosi il 1 aprile su raidue.
Sebbene Berlusconi non la consideri "un male attuale" la precarieta' e' tra noi.
Pochi giorni fa, dopo aver visto "Tutta la vita davanti" di Virzi', si parlava con la mia futura moglie di quanto quel bel film ci avesse turbato. Certo, alcune vicende dei protagonisti presentano aspetti non ordinari (non dico di piu' per chi lo voglia vedere), ma il film parla dell'Italia di oggi. Chi come noi e' sulla soglia dei trent'anni, infatti, avra' conosciuto per esperienza diretta o indiretta la difficolta' di trovare un lavoro (o anche un annuncio di lavoro) dopo una laurea e magari un master. O si sara' imbattuto in storie di ragazze e ragazzi incastrati in forme contrattuali al di la' di ogni logica, dal part-time imposto ai progetti che si ripetono all'infinito. Oppure in storie di giovani che ricevono salari irrisori fino alla storia di dipendenti invitati a non socializzare troppo tra loro per evitare tentazioni sindacali. Per non parlare dei ragazzi e delle ragazze (iperqualificati, ma non solo) che lasciano l'Italia alla ricerca di opportunita'.
Ovviamente, io non credo che Veltroni risolvera' magicamente tutti questi problemi. Ne' credo che sarebbe utile al paese introdurre ulteriori rigidita'. Credo, pero', che si possa fare qualcosa per migliorare la condizione dei ragazzi e delle ragazze che affacciandosi sul mondo del lavoro si preparano a costruire la propria vita autonoma. Questo qualcosa passa, come in tanti altri paesi europei (e negli USA) dal cominciare a garantire che nessuno possa approfittarsi della debolezza contrattuale di un ragazzo stabilendo un salario minimo legale. Il Partito Democratico ha gia' presentato un disegno di legge che Veltroni si e' impegnato ad approvare al primo consiglio dei ministri. E' necessario poi che si rimuova la convenienza ad abusare dei contratti temporanei e flessibili, incentivando fiscalmente l'utilizzo dei contratti a tempo indeterminato.
Si puo' poi avviare una riflessione complessiva sull'intera disciplina che regola i contratti di lavoro dipendente in modo da ristabilire la centralita' del contratto a tempo indeterminato pur garantendo alle imprese il periodo necessario per testare e mettere alla prova il lavoratore. Questa riflessione e' gia' da tempo cominciata nel PD, come illustrato, ad esempio, da questo intervento del professor Ichino, candidato nelle liste del PD a Milano.
Ovviamente, il sostegno ai giovani nel mondo flessibile passa anche per una politica della casa e degli affitti, per la scuola e l'universita', ma di questo bisognera' parlare in un altro post.
PS: per qualche strana ragione la stampa ha riportato le parole di Berlusconi che potete ascoltare sopra come "la precarieta' non e' il male assoluto", anche se in realta', e a voler essere parimenti sintetici, Berlusconi ha detto "la precarieta' non e' un male attuale".
(vedere per credere: corriere repubblica.it rainews24.it lastampa.it)
Wednesday, April 2, 2008
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